Per quanto ancora sapremo poi farlo?

Per quanto ancora sapremo poi farlo?

Noi italiani, noi essere umani,

noi donne noi uomini, noi cuori e mani,

per quanto ancora offriremo ai santi

il voto di un dono che nemmeno i diamanti?

Radici estorte con ganci e sudore

seccate e bruciate su basole more

che brucino alte in pire e faville

e bicchieri di vino a mille e mille.

Possiamo raccontarle, queste storie, solo se le com-prendiamo.  A Cascano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, nella notte di San Giuseppe si aprono le case, i portoni e i cortili e si ospitano i viandanti offrendo vino, legumi e pane benedetti. Chiunque passi di lì è benvenuto.

Nel cuore noi ce l’abbiamo questa generosità. Se la raccontiamo (anche in fotografia) la potremo ripetere, rivedere, fare in modo che avvenga ancora e ancora, per le genti che attendono, appena al di fuori del nostro portone, nei giorni di nessun santo.

Un fotografo ha il solo dovere dell’onestà. Quello che prende poi lo ridarà. In un altro scatto, in un altro paese, in una insospettabile epifania.

Serviamo a questo, lettore insostituibile che fedelmente ancora sei qui, serviamo a questo. A restituire. Semplicemente.

 

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(m. p.)

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