Serve un obiettivo (it’s a wonderful life)

Obiettivo o obbiettivo? Lo avrai visto scritto in entrambi i modi e forse sei nel dubbio che occorrano una o due b. Per cavarci d’impaccio consultiamo l’Accademia della Crusca che ne sa più di noi e proseguiamo verso il vero punto della questione: avere un obiettivo basta? Come fotografi dovremmo sentirci da meno se fossimo dotati di un unico obiettivo per le nostre fotografie?

Un po’ marzullianamente ci poniamo una domanda e ci diamo una (almeno una) risposta che è: NO.

Non importa di quanti obiettivi è fornito il nostro corredo fotografico perché tanto ne potremo usare sempre solo uno per volta. Gli smart phone sono ormai dotati di sempre più sofisticate app che li trasformano in decenti macchine fotografiche; escono sul mercato sempre migliori compatte (e permettete un po’ di libidine tecnica) così leggere da restare in borsa con il loro obiettivo di serie, pronte all’uso in ogni occasione;  ci sono poi ancora le vecchie monouso con rullino in cui tutto è fisso e immodificabile e poi ancora le più costose e fancy camera con 25 obiettivi intelligenti alle quali manca più solo il drone incorporato eppure sono tutte cose perfettamente inutili se l’obiettivo non ce lo abbiamo in testa!

O nel cuore?

Dov’è situato il tuo obiettivo?

Non è fantastico che per indicare un nostro proposito, qualcosa verso cui miriamo (altro termine fotografico) nella vita  si utilizzi la parola obiettivo? Ci serviamo infatti della parola che indica anche un oggetto dotato di lenti che ci permettono di vedere lontano, o molto vicino, in maniera ampia o circoscritta.

Scattare una foto seguendo un progetto oppure scattarne una a casaccio e rendersi conto poi che essa risponde esattamente ad un progetto che non sapevamo ancora di avere, che eppure si palesa sotto ai nostri occhi in un incanto bambino: sono cose che accadono se nella vita un obiettivo ce lo siamo fissato, un giorno.

Nella vita, prima che finisca, diamoci un obiettivo (almeno uno).

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Nel giorno in cui la sua vita è finita, ricordiamo Colin Vearncombe (Black), autore della splendida Wonderful life . Se vi va potete leggerne anche il testo che nella sua semplicità sembra riassumere quanto io ho fin qui indegnamente detto.

 

(m.p.)

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