La barca come metafora dell’esistenza, si trova proprio nel punto in cui il mondo reale incontra la sua controparte riflessa, tra ciò che siamo e ciò che percepiamo di essere, come quando ci guardiamo allo specchio.
La barca/uomo, elemento concreto perché identificabile in un mondo trasformato dalla luce.
Qui la macchina fotografica va oltre la registrazione di una realtà ma si fa strumento di trasformazione di ciò che percepiamo.
La mia barca, la mia visione, il mio sentire sembrano sospesi, non navigano ma allo stesso tempo non approdano, come in balia di una navigazione interiore.
La quiete apparente trasmessa dalle acque immobili dell’immagine contiene anche l’inquietudine del nostro tempo: un’umanità che si ostina a cercare approdi dentro un orizzonte sempre più fragile e incerto.
Luigi Grieco
