Luoghi

La luce filtrata dalle tapparelle della finestra disegna, sulla parete di fronte a Lucien, una griglia, in cui sembrano trovare posto una plafoniera con le luci al neon, le bocchette dell’ossigeno, le prese della corrente e più giù il ripiano superiore del tavolino ed infine la spalliera metallica del letto.

Alla sinistra di Lucien, nella “griglia” ora attenuata dalla distanza maggiore che la luce percorre dalla finestra, trovano posto una sedia e tra essa e un armadietto anche un tavolino con quattro gambe cilindriche.

La sedia, il tavolino e l’armadio contribuiscono a variare i volumi della luce e delle ombre sulla parete, che di per sé già sembra sdoppiarsi per la presenza di due metà diversamente colorate.

Lucien alza lo sguardo verso il soffitto che accoglie e restituisce una luce più pura e omogenea che rende il lampadario scatolato più delicato e discreto.

È un interno giorno di una stanza d’ospedale che da ospitalità ad una umanità varia, sdraiata al di sopra di coperte blu e lenzuola azzurre, quasi come riflesso di ciò che si vede attraverso le tapparelle, il blu del mare e l’azzurro del cielo.

Sono Lucien e due uomini ad abitarci, anche se da poco, anche se per poco.

Questa notte saranno assieme, senza scegliersi ma viandanti nello stesso cammino.

Luigi Grieco

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