wedding che numeri!

W GLI SPOSI!

Festeggiamo, festeggiamo pure, che stando ai numeri dell’ISTAT, nel 2013 in Italia si sono celebrati 194.057 matrimoni. Di per sé sembrerebbe un numero ragguardevole ma il trend è notevolmente in calo. 13 mila in meno dell’anno prima e, considerando il periodo 1998/2013 il calo si configura nell’ordine del 77%. L’istituto non fornisce ancora i dati più recenti ma possiamo tranquillamente immaginare che il trend non si sia invertito.

Va bene, lo sappiamo tutti che questo non è un blog di sociologia o di fenomenologia delle unioni sentimentali, dunque ti immagino, oh caro lettore, a chiederti dove vogliamo andare a parare con questa rivelazione statistica.

In realtà oggi vorremmo parlare di fotografia di matrimonio e la mente bacata di chi scrive ha pensato ad un approccio pragmatico. Della serie: se è ciò che vuoi fare per vivere (da fotografo), datti una mossa, che tra un po’ non si sposerà più nessuno…

E si fa presto a dire “fotografo di matrimoni”, ma mica è così semplice.

Pensa all’ultima volta che qualche tuo amico/a ti ha invitato a casa per mostrarti le foto del suo matrimonio: quanti scatti ti sono veramente piaciuti?

Come per altre situazioni bisogna mantenere la calma e un atteggiamento positivo (con l’aggravante che se non si riesce a ritrarre un tramonto prima o poi ne avverrà un altro e potrà essere ritentata la prodezza fotografica senza grande danno, ma se ad un matrimonio il fotografo sbaglia tutto… bhè!) e, per esempio, quel che il fotografo di matrimoni non deve sottovalutare affatto è lo stress a cui, di solito, sono sottoposti gli sposi nel fatidico giorno. Quello stress non dovrebbe comparire nelle foto ricordo. Dovranno invece emergere gioia ed emozione.

Bisogna poi ritrarre i momenti topici della giornata: i momenti della vestizione degli sposi, il contatto con i parenti e gli amici più stretti, la consegna del bouquet alla sposa (in alcune zone d’Italia questo è un incarico peculiare della “commare”, altrove conosciuta come testimone della sposa), l’entrata in chiesa, l’espressione dello sposo all’altare quando vede la sua lei, la “consegna” da parte dei genitori della sposa allo sposo, il momento degli anelli, ecc.

C’è poi lo stile del fotografo che deve emergere, in particolare negli scatti “fuori onda” o “dietro le quinte” nei quali maggiormente può emergere la tenerezza e il divertimento.

Il servizio fotografico si completa poi con la stampa degli scatti scelti e l’impaginazione negli album.

Come pare evidente, saper fare bene tutte queste cose non è roba che si realizza dall’oggi al domani. Se pure i grandi professionisti riescono a realizzare pessimi servizi fotografici di matrimonio, possiamo serenamente asserire che i dilettanti hanno molte più probabilità di fare pessimi servizi. E, come dicevamo poc’anzi, un matrimonio non è che si replica tale e quale!

Giusto per essere chiarissimi, Image Studio realizza proprio questo tipo di servizi fotografici e rivolgersi alla loro professionalità è garanzia di riuscita completa del progetto.

 

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