revolution summer festival 2016: come sono andate le cose, dopo

Il REVOLUTION SUMMER FESTIVAL 2016 si è concluso nella sua tappa di Minturno e adesso ti racconto come sono andate le cose.

Il 1° luglio Vincenzo Tessarin ha incontrato  il pubblico al Moorea (che ringraziamo per l’ospitalità) per mostrare e raccontare i suoi sguardi particolari. Occhi incontrati e cercati (quelli ritratti e in mostra), le cui storie lasciano il segno in chi li guarda/ascolta.

Il 2 luglio è stata la volta di Danilo Balducci che, nello splendido quadro che si affaccia sugli scavi dell’antica Minturnae, presso Il postiglione, ha intrattenuto le molte persone accorse calandole nel suo lavoro attento e particolare. Un grazie alla nuova gestione che ha offerto un piccolo rinfresco.

Infine, il 3 luglio, al Mary Rock, si è conclusa la kermesse fotografica con l’incontro tra il folto pubblico e Antonio Gibotta, giovane realtà della fotografia italiana. Le sensibilità delle persone presenti hanno incontrato l’ospitalità dei padroni di casa (Andrea, Alessio, Stefano e Francesco) che le hanno generosamente accolte.

Così anche per quest’anno abbiamo raccolto grande seguito di pubblico che ci ha abbracciato con affetto e interesse, partecipando così numeroso. Ne parleremo ancora, Revolution prosegue nelle sue tappe in giro per l’Italia, ma per il momento ci godiamo il nostro momento di piccola soddisfazione ringraziando di cuore le ragazze e i ragazzi del Caffè Fotografico che hanno prestato la loro infaticabile opera per la realizzazione degli eventi di tutta la settimana.

Naturalmente ringraziamo il FIOF che in Luigi Grieco ha il suo responsabile regionale del Lazio e che era rappresentato anche dal presidente Ruggiero Di Benedetto e da Maria Lanotte, con l’augurio che tutto il festival, in ogni sua tappa e data, si svolga con lo stesso entusiasmo e partecipazione che ha trovato qui.

E tu? Hai visto le mostre? Hai partecipato a qualche incontro? Ne vuoi parlare? Scrivi un commento qui sotto, sù sù, non essere timido. Insegnaci e fare meglio e/o facci PAT PAT sulla spalla per il lavoro (grandissimo, permettimi il superlativo) che abbiamo fatto. La tua voce è importante.

 

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(m. p.)

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