Lo “studio”.

L’importanza dello studio in fotografia, mi si perdonerà il gioco di parole, ma lo studio è per noi un termine dal quale chi vive la fotografia non può prescindere.

Lo studio inteso come applicazione, apprendimento, acculturazione tramite libri, frequentazioni e commistioni e lo studio nella sua accezione “fisica” come luogo deputato alla manifestazione e alla fruizione dello studio di cui sopra.

lo Studio Fotografico o bottega come si usava dire , rivela la passione, la competenza e la personalità del fotografo artista/artigiano. È il luogo della memoria da cui nascerà la creatività , è il luogo dell’ozio contrapposto alla frenesia, della progettazione contrapposta alla casualità.

È il luogo del l’accumulo lento che partorirà cambiamenti consapevoli.

Al piano interrato il disordine “ordinato ” della camera oscura con le sagome di cartone, il fil di ferro , le pinze di legno , il termometro e le carcasse dei vecchi rullini.

Al piano di sopra gli Eizo e i terabyte che rigorosamente archiviano pixel,

Ma alle pareti e nei passepartout le stampe parlano sempre la stessa lingua, quella della fotografia tangibile, materica che si lascia guardare e accarezzare.

l.g

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