L’autoritratto può definirsi a tutti gli effetti un ritratto?
Credo che fare un ritratto non voglia dire riprodurre le fattezze di un volto ma riportare tutto quello che c’è dietro, la sua storia, il suo vissuto ed anche il suo futuro.
In questo senso, l’autoritratto rappresenta una forma chiaramente più soggettiva, personale ed intima di mettere fuori le cose nascoste, le gioie, i dolori, tutto ciò che rappresenta il suo vissuto.
E di sicuro l’autoritratto è più influenzato dalla percezione personale (come siamo in realtà e come vorremmo che gli altri ci vedano o vorremmo essere) e questo a sua volta può dipendere dal momento e dal luogo in cui viene realizzato il ritratto.
Il ritratto rappresenta sempre un cammino di ricerca, di scoperta per chi lo esegue e per chi lo riceve, nel caso dell’autoritratto possiamo dire che le due figure coincidono e quindi ci sono ulteriori implicazioni, chi viene ritratto fa un atto di fiducia verso il fotografo che lo ritrae non vedendosi dall’altra parte, mentre l’autoritratto richiede un accettazione preventiva di se.
Luigi Grieco
